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“iune mond’a la lune”
Cosa rappresenta la strada per noi uomini e donne del 2012?
È l'elemento di comunicazione, di collegamento, che ci permette di spostarsi da un posto ad un altro, da casa a lavoro, a scuola, al cinema allo stadio. Velocemente, sempre in fretta, con i minuti contati; uno striminzito toast camminando, si compra il giornale al volo e lo si legge ai semafori, squilla il telefono e si parla tra la gente senza privacy, intanto arriva un SMS e bisogna rispondere. Solo quando si arriva a casa e si chiude la porta a chiave, sembra che l'inferno sia finalmente rimasto lontano da noi.
Ma è sempre stato così, la strada è stata sempre il luogo della corsa, della frenesia, dello stress?
No, non era così, la strada era tutt'altra cosa, appena cinquanta-sessanta anni fa, la strada era il luogo degli incontri, del riposo, dello svago; in strada si lavorava (i lavori artigianali come calzolaio, arrotino, riparatore di ombrelli, lustrascarpe, venditori con e senza licenza ecc.), per strada le donne, sedute fuori dagli usci cucivano, ricamavano, facevano la salsa, per strada s'improvvisavano spettacoli e i ragazzi si riunivano e giocavano. Quanti giochi e quanta fantasia per giocare senza avere giocattoli e senza soldi. Molti erano i giochi che si praticavano facendo ricorso alla creatività, all'ingegno; bastava un fazzoletto (o fazzuètte), un grosso chiodo (u cendròne), un tappo di bottiglia (la ramètte), le biglie (le pallìne), la trottola (u verrùzze), la cerbottana (le cannùcce e scartùcce), al mitico pallone ecc. Ma c'erano giochi che non avevano bisogno di nulla, solo dei corpi e dell'intelligenza e allora via con stacce, strifòne, sguìnge, a nascònne, la cambàne (per femminucce) e infine il bello e affascinante "iune mond'a la lune" (solo per maschi). Si giocava sempre, sempre insieme, non eravamo parenti ma eravamo i compagni di mènz'a la strade. Ci incontravamo senza darci appuntamento e si rientrava a casa senza sapere che ora fosse, ma solo guidati dalla fame o dal sonno. La strada era tutto per noi, era la nostra palestra, il nostro campo di giochi e di relazioni. Per strada le mie generazioni sono cresciute, e sono cresciute bene, noi bambini avevamo una mamma e tanti zii e zie che ci guardavano e ci proteggevano, anche se eravamo lontani da casa. Rappresentavamo una cosa preziosa e tutti ci amavano come tanti bei doni. Noi bambini non avevamo paura della strada perché ci stavamo bene e ci piaceva viverla.
Teatro di Canio
Corso Alcide De Grasperi, 320
Sabato 21 Gennaio 2012
ore 20:30
Domenica 22 Gennaio 2012
ore 18:00
Granteatrino"Casa di Pulcinella" c/o Stadio della Vittoria
Sabato 28 Gennaio 2012 ore 20:30
Sabato 4/11/18/25 Febbraio 2012 ore 20:30
Sabato 3/10/17/24/31 Marzo 2012 ore 20:30
Domenica 1 Aprile 2012 ore 18:00