Emanuele Battista


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Appunti

Appunti, di Vito Maurogiovanni

Noi viviamo di tanti luoghi comuni.



Uno di questi è che sia facile scrivere in dialetto.

Sono tante le cause che portano molti a queste conclusioni.

Una fra tutte che la difficoltà della lingua nazionale, l'impaccio sintattico e grammaticale e ancora la difficoltà degli argomenti generali portino a rifugiarsi in un luogo meno aspro, quasi una culla nella quale ci si dondola con la lingua materna intenti ancora a chiedere protezione.

Ma il dialetto, quello che ha una sua collocazione anche letteraria, è fondamentale, come ha scritto sul Corriere della Sera Fabio Felicetti, per "raccontare la vita di ieri, legata ai campi, al succedersi delle primavere agli autunni, degli inverni alle estati… difende tradizioni e modi di dire… si batte per tenere in vita la lingua dei padri e dei nonni… una sorta di missione che ha come sfondo feste paesane, vicoli e sagrati".

E' la vita di ogni giorno vista da un'angolazione che superi il luogo comune pur mantenendosi nel vivo ceppo della cultura popolare. Dignità, dunque, del dialetto, e in questo alveo ben si inserisce Emanuele Battista. Non nella ricerca fine a se stessa di un mondo perduto, ma nella traccia dei valori che contino in ogni tempo… C'è in Battista anche l'eloquio e un affabulante tendenza a raccontare con sentenziosità.


Vito Maurogiovanni.


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