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L'opera è una rivisitazione della Bari anni 50-60 del secolo scorso.
La storia, un po' fantasiosa, narra di un calzolaio che ha il suo posto di lavoro in un angolo di strada. Mèste Pierìne, questo è il suo nome.
È un uomo anziano, buono che ha il compito di stabilire la pace tra le famiglie di palazzi attigui sempre in lite.
Si contrappongono famiglie di classi sociali diverse, ricchi e poveri.
I signori mal sopportano i vicini, ritenuti cafoni, sporchi, volgari e fanno di tutto perché questi non usino la strada per lavorare, incontrarsi, giocare, mangiare. La vittima principale di queste angherie è proprio mèste Pierìne che viene più volte invitato a lasciare quel posto che, a dire della signora "facoltosa", con la
sua presenza è deturpato nel decoro.
Intanto il banchetto del ciabattino è meta di altri lavoratori ambulanti come lo scrivano, il riparatore di ombrelli, la venditrice di stracci vecchi e anche di un famoso personaggio che improvvisava spettacoli di strada. La cornice rumorosa e chiassosa la fanno i bambini del vicinato, poveri e ricchi che giocano e si azzuffano pure. Mèste Pierìne ha il suo bel da fare anche se sente mancare le forze e le energie, e proprio quando tutto sembra compromesso e pare impossibile che tra i vicini ci possa essere pace e serenità, avviene un fatto sconvolgente, imprevisto che aiuterà a maturare condizioni di vita diversa. (clicca sulle immagini per ingrandirle)


