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Jì so’ u mègghie
Commedia in dialetto barese, 2 atti, 14 personaggi.
Il commendatore don Antonio Mastella è un ricco imprenditore edile barese, dal carattere burbero, dai modi spiccioli e gretti che non nascondono le sue umili origini di modesto muratore. È un uomo avido di guadagno e per questo non si fa scrupolo di non rispettare le più elementari regole di sicurezza del lavoro sul cantiere, di costruire senza impiegare il materiale giusto e necessario, di non pagare regolarmente le tasse. Da persona benestante ha acquisito anche qualche vizio: coltiva una relazione con un’altra donna. Sua moglie, Maddalena, invece, è una pia donna, timorata di Dio; insieme alla sua anziana mamma frequenta assiduamente la parrocchia ricoprendo anche un ruolo nel sacro coro.
I due coniugi non hanno una serena convivenza, hanno vedute opposte e don Antonio non è nemmeno contento di suo figlio Pio che, secondo lui, per colpa dell’influenza materna, non manifesta, alla sua giovane età quegli interessi propri dei giovani esuberanti e pieni di vita. Il padre è oltremodo preoccupato per il fatto che suo figlio non ha mai espresso un desiderio per una ragazza. La figlia, Maria, invece, anche se abbastanza bruttarella è quella che assomiglia caratterialmente a lui, infatti, nella giornata che andremo a vivere, gli comunica di aver conosciuto un giovane laureato e che vorrebbe farlo conoscere alla famiglia per convogliare, con il consenso dei genitori, a giuste nozze. C’è un’altra persona che non va a genio a don Antonio: Chella la cameriera. Una ragazza senza famiglia e senza fissa dimora, lavora come governante nella casa della famiglia Mastella, grazie alla sensibilità e alla generosità di Maddalena che ha voluto offrire un tetto e una vita serena alla sfortunata fanciulla.
Molte saranno le vicende che si susseguiranno nella giornata, non tutte positive e soprattutto talmente ingarbugliate da rendere il commendatore don Antonio assai nervoso in preda ad una serie di agitazione che gli altereranno il suo equilibrio fisico. Tante le situazioni divertenti e spassose senza, però, una sana riflessione sulle contraddizione che caratterizzano gli uomini e la società dei nostri tempi.