Emanuele Battista


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Le coperte della festa

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Le coperte della festa

Come esistono le tovaglie della festa, gli addobbi per la festa così r-esistono anche le coperte della festa.
Oggi molte famiglie non hanno o non sanno di avere in casa le coperte delle feste. Ma che sono e a che servono?
Tutti i novelli sposi, all’atto del matrimonio portavano di consegna la dote
ricevuta dai genitori.


Tra le tante cose utili, per ben iniziare una vita famigliare, c’era anche la cosiddetta coperta della festa, questa di solito era di seta o di raso, color pastello (rosa, celeste, verdino) con ricami centrali e frange lungo il perimetro. La si esponeva al balcone o finestra di casa i giorni di festività religiose (come oggi si mettono le bandiere tricolori o biancorosse se vince la Nazionale o il Bari) ed era un atto quasi obbligatorio se la processione transitava dalla propria via di residenza. Una delle celebrazioni a cui veniva riservata l’addobbo delle grandi feste era ed è il Corpus Domini”.

La chiesa, ogni anno, sessanta giorni dopo la Pasqua celebra la ricorrenza in onore dell’Eucarestia. La festa si sviluppò nel XIII secolo sotto il pontificato di papa Urbano IV. In tale giorno il “Corpo” di Cristo, sotto il segno sacramentale del pane, è portato in processione per le vie delle città. Anche a Bari la festività viene celebrata solennemente con una grande partecipazione di popolo. Dopo la santa Messa in Cattedrale, presieduta dal Vescovo, è portato in processione il “Corpo di Cristo”, sotto un baldacchino di stoffa sorretto da quattro portatori. I fedeli partecipano attivamente alla processione con il Vescovo e l’ala dei preti e dei diaconi.

La folla fa da cornice e insieme si prega e si loda il Signore con canti. Così era anche qualche anno fa, solo che la partecipazione popolare era più visibile. Come già detto, i balconi erano adornati con le coperte, la gente si procurava petali di fiori che facevano cadere al passaggio del corteo; inoltre, perché non era ancora attiva l’energia elettrica pubblica, sulle ringhiere dei balconi venivano accesi dei lumi a petrolio. Immancabile era anche l’accompagnamento musicale assicurato da bande paesane.

Per una forma di reciproca cortesia, la Basilica di San Nicola non faceva suonare le campane in tale giorno, così come la Cattedrale faceva rimanere in silenzio le sue, l’otto maggio, festa di san Nicola. Il clima di festa veniva arricchito dalla presenza di venditori di noccioline, palloni gonfiabili e carretti di gelati a limone.

Per fortuna non possiamo dire che questa festa sia stata dimenticata o ridimensionata
anzi la Diocesi di Bari ha sempre dato risalto al Corpus Domini
e la gente di Bari ha sempre risposto con viva partecipazione di Fede.
Forse ciò che mancano, rispetto agli anni scorsi, sono proprio le coperte della festa.



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