Emanuele Battista


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Ma San Nicola è davvero amante dei forestieri?

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Ma San Nicola è davvero amante dei forestieri?

Mese di maggio, mese magico per Bari. La primavera che felice cavalca verso l'estate, dipinge di meravigliosi colori gli angoli più suggestivi della nostra città; ogni cosa profuma di fresco, di sole, di fiori e del nostro splendido azzurro mare.

In una di queste giornate si festeggia il nostro patrono San Nicola e, se il clima è favorevole, ogni persona del globo vorrebbe passare qualche ora sul nostro lungomare. San Nicola per la sua festa, raccoglie intorno a sé migliaia di persone, molti sono i pellegrini che vengono da fuori e molti sono anche i baresi che fanno da cornice a questo incantevole evento. La festa viene vissuta con intensità diversificate, ognuno esprime con la propria fede la devozione al Santo di Mirra.

Quest'anno voglio raccontarvi un aneddoto, ovvero cosa mi capitò di constatare qualche anno fa, allorquando, anch'io con la mia famiglia mi apprestai sul lungomare. Era sera, il sole iniziava a sparire dietro la chiesa di S. Francesco di piazza Garibaldi, le luci diventavano sempre meno brillanti e questo, secondo il programma consolidato negli anni, sta a significare che la statua del santo, dopo essere stata ospite di un peschereccio a qualche centinaio di metri dalla riva del mare, per tutta la giornata dell'otto maggio, si appresta a tornare a terra dove sarà celebrata la conclusione della giornata liturgica e trasportata all'altare di piazza Ferrarese (una volta in piazza Mercantile) per essere a disposizione dei fedeli per ulteriori intenzioni di preghiera.

Bene, io mi trovai in un posto dove, circondato da moltissima gente, potetti individuare due nuclei famigliari che mi erano molto vicini. Uno composto da fedeli venuti da lontano, l'altro gruppo invece era una famiglia di Bari. Tutti e duei i gruppi vivevano quei momenti con trepidante attesa. I forestieri, con una signora in particolare, seguivano i momenti dello sbarco con grande intensità di Fede, pregando.

I baresi, invece, seguivano le fasi del rientro del santo con molta gioia e rilassatezza. La forestiera aveva tra le mani i grani del rosario e commossa se le faceva scivolare tra le mani, il barese invece, con maestria rompeva i gusci delle nocelline e festoso, qualcuna la mangiava e altre invece le passava ai congiunti con il richiamo "auànde". Per i forestieri andava verso compimento una giornata di pellegrinaggio che significava viaggio, processione, preghiera, e adattamento per tutte le proprie esigenze.

Erano stanchi, si vedeva, ma si scorgeva anche una certa soddisfazione per quantto vissuto. Per i baresi, invece la festa andava appena iniziando, infatti il ritorno a terra di San Nicola significa l'inizio della gara pirotecnica. Il signore era informatissimo circa lo spettacolo dei fuochi, conosceva i nomi e la provenienza delle ditte che avrebbero partecipato alla manifestazione. I forestieri, conclusa la liturgia con la benedizione di sua Eccellenza Mons. Cacucci, lentamente lasciarono il posto per far ritorno a casa.

I miei concittadini, compagni di serata, si attrezzavano per meglio gustare i momenti che si sarebbero succeduti. Il signore rivolgendosi alla moglie fece questa richiesta: Rosètte, damme na birre che le necèdde 'ngàppene 'ngànne". (Rosa, passami una birra perché le nocelline si sono fermate in gola).

Intanto la mamma, premurosa si preoccupava di passare ai figli panini imbottiti con mortadella e provolone e relative lattine di coca-cola. Quando iniziò il lancio delle lingue di fuoco colorate e assordanti scoppi, i loro visi erano concentratissimi. Per tutta la durata dello spettacolo rimasero catturati dalla bellezza evolutiva dei fuochi. Poi alla fine esprimendo tutta la loro soddisfazione e compiacimento, fecero un lungo applauso. La festa è finita tutti a casa.

Poi ci lamentiamo che San Nicola è amante dei forestieri, forse c'è da precisare che San Nicola ama tutti e aiuta soprattutto chi si rivolge a lui con giusta devozione e santa preghiera.




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